
Denise Tamburi è una flautista e performer la cui ricerca artistica si colloca all’intersezione tra musica contemporanea, improvvisazione, vocalità e movimento corporeo.
Nel 2021 ha conseguito il diploma di Biennio in Musica Moderna e Contemporanea presso il Conservatorio “Francesco Morlacchi” di Perugia. Il suo percorso di formazione vede la partecipazione a masterclass con flautisti tra cui Sir James e Jeanne Galway, Stefano Parrino, Marcello Gatti e Manuel Granatiero.
Ha inoltre approfondito i linguaggi della contemporaneità partecipando attivamente ai laboratori della “Bottega musicale contemporanea” tenuti dal compositore Marco Momi e alle masterclass promosse dall’MDI Ensemble a Perugia (2019) e Loveno (2021).
Tra il 2018 e il 2019 ha collaborato con la rassegna “Voiceweek” di Perugia e con il “Festival dei Due Mondi” di Spoleto. Nel 2018 ha lavorato al fianco della compositrice Brigitta Muntendorf durante il “Festival Segnali”, mentre nel 2021 ha preso parte al festival “Traiettorie” di Parma.
Nel 2023 è stata selezionata come musicista e performer per i corsi estivi dei Darmstädter Ferienkurse in Germania. Il suo profilo transdisciplinare si è consolidato a Ferrara, dove ha lavorato come cantante e danzatrice per la compagnia teatrale “Urochs” sotto la guida di Marta Raviglia.
Con quest’ultima ha intrapreso lo studio del canto jazz, avviando una personale sperimentazione sul legame profondo tra voce e gesto.
Tra il 2022 e il 2025 ha perfezionato la sua specializzazione frequentando l’Advanced Master in Contemporary Music in Belgio, guidata dagli ensemble ICTUS e SPECTRA, un’esperienza che l’ha portata a collaborare con compositori e artisti come Diana Soh, Jessie Cox e Michelle Agnes Magalhaes (all’interno del progetto “Equilibrio”).
L’evoluzione recente del suo percorso artistico è segnata da tappe fondamentali dedicate alla ricerca e all’estemporaneità.
Dopo aver approfondito la pratica improvvisativa attraverso il lavoro sul “Tao dell’improvvisazione” con Daniele Roccato, ha proseguito la propria indagine partecipando a Improvvi_dance – un progetto focalizzato sulla relazione tra danza e suono condotto da Alessandra Petitti in sinergia con l’Ensemble Dissonanzen – e al percorso laboratoriale “Costruire l’ignoto” ideato dal percussionista e improvvisatore Zlatko Kaučič.
Attualmente, la sua attività di ricerca si concentra sull’interazione biologica tra suono e movimento, sulle tecniche di Conduction, sull’esplorazione timbrica dello strumento e sull’improvvisazione radicale, sia in contesti solistici sia attraverso la fondazione e lo sviluppo di nuove formazioni cameristiche e performative nascenti